LO SHOW

THAT’S NAPOLI LIVE SHOW!
NASCE DA UN’IDEA DI CARLO MORELLI

Non un coro né un gruppo musicale,
ma una vera e propria “filosofia di vita”.

Spazia in un repertorio vastissimo:
accosta tra loro e talvolta fonde,
con felice anticonformismo,
la canzone napoletana classica
con le sonorità del linguaggio pop-dance.

Si compone di un organico di circa 22 cantanti
e quattro musicisti.
Ragazzi e ragazze di spiccate personalità,
voci estremamente diverse l’una dall’altra unite da un unico scopo:
diffondere buonumore, energia e positività attraverso la musica.

‘O Sarracino, Tu vuò fa’ l’americano, O surdato ’nnammurato,
trasportano lo spettatore in un’atmosfera magica e suggestiva,
lo coinvolgono, lo trascinano nella seduzione del canto,
lo rendono protagonista attivo del concerto.

Il grande coinvolgimento del pubblico, il ritmo serrato e stringente,
l’esplosione di “suoni e colori”sono accompagnati dalla spettacolarità
dei brani interpretati dal coro, dove le sole voci
creano armonie complesse e straordinarie melodie
che accompagnano le melodie dei grandi classici napoletani.

NAPOLI

La Chiesa di San Potito si trova in Via Salvatore Tommasi, n.1
(nei pressi del Museo Archeologico)
nella meravigliosa città di Napoli

Fu costruita dall’architetto Pietre De Marino nel 1615 e annessa al monastero già esistente (e opera del medesimo architetto) nel quale dimoravano le monache basiliane, divenute poi benedettine.   Nel secolo successivo iniziò una lunga fase di restauro, a opera dell’architetto Giovan Battista Broggia, che terminò nel 1780. 
Successivamente, durante il “decennio francese”, l’ordine venne soppresso costringendo le monache al trasferimento in San Gregorio Armeno, la chiesa spogliata di alcune opere d’arte e il monastero destinato ad accogliere la fanteria. 
Successivamente, al ritorno nel regno dei Borbone la chiesa venne affidata alla Congrega degli Ufficiali di Banco, mentre dopo l’unità d’Italia il monastero fu convertito in caserma dei Carabinieri.

La facciata, raggiungibile grazie alla scalinata costruita nel 1867, fu realizzata in pietra e mattoni, suddivisa in due ordini. Il secondo, presenta tre finestroni incorniciati da paraste, mentre attraverso il primo si accede a un portico sopra il quale è posto il coro delle monache.
L’interno, a navata unica con tre cappelle per lato, presenta un pregevole altare del Settecento e, alle pareti della zona absidale tre dipinti: a sinistra, San Potito che salva Agnese la figlia ossessa di Antonino (Giacinto Diano, 1784), al centro, il Martirio di San Potito (Nicolò De Simone, 1654) e, a destra, San Potito che abbatte un idolo.Nella prima cappella di destra si trova un pregevole dipinto di Luca Giordano, datato tra il 1663 e il 1665, raffigurante la Madonna del Rosario.
Nella terza cappella di destra, invece, è conservato un altro dipinto raffigurante l’Immacolata, opera di Giacinto Diano datata 1791.
Nella prima cappella di sinistra, si trova un dipinto raffigurante il Calvario, opera anonima del XVII secolo.

Nella seconda cappella di sinistra è stata realizzata una pregevole decorazione in stucco. raffigurante San Gaetano da Thiene ed un gruppo di angoletti, probabilmente coeva al restauro di questo ambiente, avvenuto, come indicato da un’iscrizione sul pavimento, nel 1880 (alcune fonti indicano come possibile autore un certo D. Caponello, nome indicato sul Libro della Regola tenuto in mano da uno degli angeli).
Infine, la terza cappella di sinistra conserva un quadro di Andrea Vaccaro raffigurante La Vergine tra i Santi Antonio e Rocco.
Nella sacrestia sono invece posti i quadri di Pacecco De Rosa, con La Vergine della Purità alla quale i Santi Antonio e Giuseppe presentano quattro confratelli tra le anime del purgatorio, e un altro raffigurante la Vergine e Santi con Sacramenti tra le anime del purgatorio, attribuito a Domenico Mondo..

DATE

APRILE

28

MAGGIO

5-12-19-26

GIUGNO

2-9-16

ORARIO CONCERTO:

Ore 19:00

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SORRENTO

Il Teatro Tasso si trova in Piazza Sant’Antonino, n. 25
nella meravigliosa Penisola Sorrentina

Ubicato nell’antico convento dei Padri Teatini a Piazza S. Antonino oggi sede del Municipio. Qui, negli anni Venti del nostro secolo, si tennero i primi spettacoli cinematografici in penisola sorrentina; allora il teatro si chiamava “Sala Tassiana” ma, in estate, le rappresentazioni si tenevano all’aperto, nell’area retrostante il grande edificio conventuale che era un tempo l’orto dei Teatini. Gli spettacoli, com’è intuibile, erano anche teatrali; risale in proposito al 1921 la prima stagione lirica estiva (ne esiste ancora una locandina), che fu organizzata dai signori Massa, Mastellone e Russo, veri pionieri dell’imprenditoria nel campo degli spettacoli. Le prime proiezioni cinematografiche risalgono già all’epoca del muto. Allora, l’apparecchio per le proiezioni funzionava manualmente e le pellicole mute erano accompagnate al pianoforte dal maestro Gennaro D’Esposito, padre di Salve D’Esposito, il celebre autore della canzone Anema e core, e al violino dal maestro Antonino De Lizza, entrambi sorrentini.

Nel 1933, con un accordo ufficiale, l’Azienda Autonoma per la Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo di Sorrento affidò la gestione degli ambienti del Teatro, sia al chiuso che all’aperto, ad Antonino Casola, Luigi Cozzolino e Vincenzo Mastellone.
Podestà del tempo e mediatore dell’accordo era il giovane e dinamico Conte Francesco Garzilli. Col passare degli anni unico gestore degli spettacoli del Teatro Tasso rimase Vincenzo Mastellone, cui subentrò più tardi il figlio Luigi. Ancor oggi la famiglia Mastellone prosegue l’attività. Personaggio degno di nota Vincenzo Mastellone. Egli nacque a Sorrento nel 1881 e vi morì nel 1956. La sua principale attività lavorativa era quella di portiere del Grand Hotel Vittoria, ma s’inventò anche un servizio di autonoleggio che riscosse grande successo non solo fra i sorrentini ma soprattutto fra i viaggiatori che visitavano Sorrento, allora non ancora imbottigliati nei pullman gran turismo.

L’imprenditoria teatrale era dunque per Vincenzo un’attività secondaria e nacque sicuramente per passione personale e per interesse culturale. Luigi Mastellone, è stato un degno continuatore dell’opera del padre Vincenzo. Egli incrementò l’attività del Teatro Tasso. Fra l’altro eliminò i vecchi palchetti e creò dei palchi a due piani più funzionali ai bisogni del pubblico. La ristrutturazione fu affidata all’ingegnere Amerigo Gargiulo.Lo stesso Luigi Mastellone, negli anni Sessanta, ristrutturò ancora il teatro e lo dotò di una copertura definitiva (in precedenza era coperto con un tendone). Molte strutture e reminiscenze del passato, alcune delle quali risalenti all’antica funzione monastica, furono purtroppo cancellate. Oggi, finalmente, anche il Cinema Teatro Tasso, grazie alla lungimiranza di Maurizio Mastellone, è stato restituito alla città. La sala ha oggi una capienza di 310 posti in platea e 150 in galleria , ha recuperato alcune delle strutture del monastero teatino. L’architettura originale del 1608. Le pareti sono stante restaurate col cosiddetto “cuci e scuci” da vecchi e abilissimi maestri.

DATE

MAGGIO

7-14-21-28

GIUGNO

4-11-18-25

LUGLIO

2-9-16-23

ORARIO CONCERTO:

Ore 21:00

BIGLIETTI

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CONTATTI

CREDITS

PRODOTTO DA:
THAT’S NAPOLI PRODUCTION SRL

PRODUZIONE ARTISTICA:
M°CARLO MORELLI – M° PAOLO TERMINI

DIRETTORE PROGRAMMAZIONE:
EMILIO DE MATTEO

INGEGNERE DEL SUONO:
M° PAOLO TERMINI

ASSISTENTI AUDIO:
STEFANO COZZELLA, SIMONE MELE

DISEGNATORE LUCI:
PASQUALE CRISTOFARO, FRANCO CAMPOLATTANO

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